Stefano Bardi lo sciacallo fa cause milionarie e chiede maxi risarcimenti

 

Bardi cerca di far cancellare la storia della causa milionaria alla famiglia di quercianella che ha stalkerizzato e molestato per anni . Sono atroci le molestie fatte da Stefano Bardi a questa famiglia per anni. . Noi includiamo qui l’articolo del Tirreno senza censure

 

http://ricerca.gelocal.it/iltirreno/archivio/iltirreno/2008/11/14/LX7LX_LX701.html

 

 

Sfigurato dal cane, chiesto maxirisarcimento

LIVORNO. Tre anni di sofferenza, di visite mediche, di lacrime e lotta per avere almeno un risarcimento danni, che non è ancora arrivato. La vita di un’intera famiglia segnata da un evento, in una data, il 21 maggio del 2005, impossibile da dimenticare: un bimbo di 15 mesi viene azzannato al volto da un cane, un robusto meticcio bianco e nero, nella gelateria di famiglia a Quercianella. Dopo due anni di tentativi di mediazioni, a marzo la famiglia della vittima presenta una citazione al padrone del cane in cui chiede 500mila euro di danni.
Danni fisici: il piccolo è rimasto invalido in maniera permanente al 15 per cento, con il viso sfigurato. E poi ci sono tutte le spese mediche sostenute nel corso degli anni dalla famiglia, dal giorno dell’incidente fino a oggi. Ma anche e soprattutto danni morali: all’aggressione aveva assistito anche la sorella della vittima che all’epoca aveva quattro anni. Il padre del bimbo, Stefano Bardi, di Quercianella, ma residente a Rosignano, racconta i disagi vissuti in questi anni. «Mio figlio Marco è stato aggredito improvvisamente dal cane nella gelateria dei miei genitori dove stavamo facendo colazione con tutta la famiglia. L’animale gli ha portato via le guance – dice Stefano Bardi – Inizialmente, ci siamo preoccupati solo di lui. Dopo una settimana ci hanno detto che rischiava la vita. È stato un incubo: aveva una ferita del cranio che si era infettata e, essendo vicina alla testa, poteva causare una meningite». Marco è stato ricoverato per una settimana in ospedale, i primi due giorni in prognosi riservata. I medici gli hanno messo 62 punti, esterni e interni, nella bocca. E tuttora ha due cicatrici permanenti nel viso. «Abbiamo visitato tanti chirurghi estetici – sottolinea il babbo – Ci hanno detto tutti che in età adulta potrà fare un intervento, recuperando il 60-70%. Ora non si può far nulla». Tanti i disagi e tanto il dolore per la famiglia; ma la più colpita è stata la bambina, che ha somatizzato l’accaduto. «Per un anno non riusciva a fare i bisogni – racconta Bardi – E ancora adesso quando vede un cane per la strada diventa matta. Il bimbo ha dimenticato: sa che quelle cicatrici gliele ha fatte un cane. Ma la bimba, che era già grandicella, non riesce più a rimuovere quanto ha visto». Grandi problemi anche per i coniugi. «Mia moglie, che allora era incinta, è dimagrita 25 chili e io, oltre allo choc emotivo, ho dovuto ridurre il lavoro: avevo delle imprese in Romania, dove mi recavo ogni 15 giorni – evidenzia Stefano – Ora vado molto meno spesso e come attività ho mantenuto solo un’agenzia di viaggi. Abbiamo dovuto cambiare tutte le abitudini di vita».
Dopo i primi giorni di caos, dedicati interamente alle cure del piccolo, i coniugi Bardi, Stefano e Francesca, si sono rivolti a un legale, l’avvocato Antonio Maria Seghi, che ha scritto una lettera al proprietario del cane e alla sua assicurazione chiedendo di iniziare la pratica di risarcimento danni. «Dopo due anni di solleciti, l’unica cosa che ha fatto l’assicurazione è stata mandare un medico per far visitare mio figlio che è venuto accompagnato da uno psichiatra. Ma il piccolo aveva solo 2 anni! Lo psichiatra chiaramente si rifiutò di dare un parere. Poi, dopo altre lettere di sollecito inviate dall’avvocato, ma senza mai avere risposte, abbiamo deciso di intentare una causa. Anche perché, dopo 5 anni, c’era il rischio che andasse tutto in prescrizione. Lo stesso proprietario del cane, dopo le prime fasi, non ha collaborato. Siamo stati costretti a fargli causa perché non c’è mai stata comunicazione». Stefano sottolinea che per il padrone del cane, anche lui di Quercianella e col quale i Bardi già si conoscevano, sarebbe stato suo figlio ad esporsi. Fatto sta che nei mesi scorsi la famiglia Bardi, assistita dal legale Seghi e dal collega livornese Alberto Gualandi, ha citato il proprietario del cane chiedendo il risarcimento: 250mila per i danni subiti dal bambino, 150mila per la bimba e 100mila euro per i genitori, più le spese (20mila euro). L’udienza, davanti alla giudice Marina Cirese, è fissata a fine giugno.

Lara Loreti

 

 

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